Del romanticismo e dei cavalli

03-08-2016 23:39

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Disclaimer: contiene un sacco di parentesi, ma non ci posso fare nulla, mi vengono così, mia mamma non vuole che le tolga, ecc.

Io ci provo ad essere romantica e passionale, a volte, davvero. A farmi trasportare dalle emozioni, a vivere l’attimo. Ci provo. A volte ci riesco.
Ma il fato mi è contro (e comunque ne ho passate davvero troppe per farmi prendere dalle emozioni, nel bene e nel male)

Puglia 2014. Ero ospite da una.. amica? Cliente? Boh, fatto sta che ero lì per fotografare i suoi cavalli.
Condividevo il mio trullo nella masseria della mia amica con un suo amico Argentino e suo figlio piccolo.

Una sera quell'uomo per il quale non provo nessun tipo di interesse, se non personale per le sue storie, dopo una cena nel giardino della masseria, mette su un tango e mi invita a ballare.
Me. Che son scoordinata e rigida come una scopa nonostante 20 anni di danza classica e dei rimasugli di salsa (niente domande, errori di gioventù per “fare gruppo"). Me. che da 6 anni non ballo (male) null’altro che qualcosa di inventato sulle note dell’hard rock. Me. Che quando sento cantare in spagnolo mi sale l’omicidio facile (anche se il flamenco mi emoziona, si)
Me.
E invece mi lascio andare. È l’una passata, mi faccio guidare, sento il suo odore, si incrociano gli sguardi. Ogni volta che mi tocca è un tuffo al cuore. Mi sento molto Penelope Cruz. La cornice è indescrivilmente bella, perchè la masseria è davvero un Incanto. C’è odore di mare e quel tipico sentore agrodolce della campagna pugliese. Cantano le cicale. Un sogno. Travolgiamo di passione pure il nostro pubblico composto da due adulti e 4/5 bambini.

E poi SDENG.
Si sente un rumore inconsulto provenire dai paddock dei cavalli e preoccupati andiamo a vedere, interrotti sul più bello.

Niente panico, è “solo" scappato un cavallo buttando giù un muro secco e lo si sente nitrire nel bosco di rovi fittifitti. Niente panico. Andiamo a prenderlo. Perdendoci nel buio, scavalcando muretti, nitrendo a mia volta (si, questo fa ridere) per attirarlo nella mia direzione. Oddio, è buio, non si vede una cippa e io son piena di graffi da rovi e non ho la più pallida idea di dove sono, nè di come tornare indietro perchè i rovi son fitti sul serio e non si riesce a passare.
Gli altri sono al di là del muretto che delimita la proprietà dal bosco di rovi. A furia di nitrire il cavallo è vicinissimo, lo sento, arriva. E a momenti mi asfalta, ovviamente uscendo dal buio pesto senza preavviso. È spaventato, trema ed è pieno di taglietti. Lo prendiamo, lo incapezziamo e mo’?
Come torniamo?
Seguiamo le voci e cerchiamo in qualche modo di uscirne. Arriviamo al muretto secco e ovviamente il principino baio non salta. Niente, gli uomini smontano il muretto a mano e quando arriva ad altezza accettabile lo zingaro maledetto lo salta e torniamo ai paddock. Sono le 4 di notte.

Insomma, morale della favola, io ERO romantica e passionale, poi mi son data ai cavalli e tutto è andato a puttane. Ma non smetto di provarci.

In foto il principino baio con Maya in sari all'amazzone. Foto fatta il giorno dopo il misfatto

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Best of - Parte I

18-06-2014 14:40

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Nasci, cresci, corri. E poi diventi fotografo e ti scontri con un mondo favoloso. Io ci sguazzo, quindi spero che chi cito non si offenda (ovviamente non farò nomi)
(Man mano che me li ricordo li scriverò)

Questione di prezzo.
Sempre spinoso.
I "mio cugggino c'ha la reflex e le foto me le fa gratis" sono sempre più frequenti. Fortunatamente nel mio ambito "averce la reflexxxx" non basta, bisogna conoscere i cavalli, sapere come si muovono, sapere come stimolarli, conoscere l'equitazione ecc ecc.

In un periodo di ristrettezza economica avevo accettato di scendere di prezzo per un allevatore (dopo un'estenuante trattativa).
Ma al terzo "mio cuggino c'ha la reflex e me le fa gratis" la mia pazienza finì e risposi "fattele fare da tuo cuggino".

Passa un anno. Un anno in cui il sito fa schifo, vende poco, le foto ritraggono i cavalli ripresi coi grandangoli, storti, non piazzati, con le orecchie a deltaplano, le bocche aperte ecc.

Mi richiama e chiede un preventivo.
Non sconto di una virgola.

"Eh ma l'anno scorso.."

Eh ma l'anno scorso era 365 giorni fa, bello mio, mica era ieri. Le cose cambiano, anche per me.
Accettò.

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Mi chiamano per coprire un evento, una fiera di razza. 2 giorni in casadiddio.
"le preparo subito il preventivo"

"Preventivo??? No guardi, io pensavo di farle un favore, guardi che è un onore poter fotografare i nostri soggetti"
"guardi, mi fa un favore se mi lascia usare il mio tempo libero a grattarmi la panza sul divano".
Mai più sentiti.

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Ricevo una mail dalla Svezia in cui mi leccano da capo a piedi, mi sommergono di complimenti per le foto e mi fanno un pippone magno per il bel cavallo che hanno in casa e di quanto sarebbe splendido se venissi a fotografarlo.
Da brava persona corretta dico che forse non vale la spesa (o magari gli svedesi non hanno questi problemi?) ma che se vogliono/possono/riescono, che mettano insieme un gruppo di persone che vogliono delle foto che almeno si spartiscono la spesa.
"ah no, ma se capiti da queste parti"

Si certo, la Svezia è come il bar da quale passo per andare in ufficio, proprio sulla strada.
"Mh, difficile"
"Allora potrebbe venire apposta! La ospitiamo noi!"
"Se vengo apposta le faccio prima un preventivo"
"Ma nooo, non c'è in Italia questa cosa, tipo scambio di favori… come si dice?"
"Si dice Inculata. Anzi. Incûlätå."

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Chiedono preventivo per delle foto da fare l'anno dopo (questa è un genio, la amo perché mi ha risposto a tono).
Dico la cifra che chiedo in quel momento e aggiungo:
"certo, se per il 2013 sarò diventata famosissima, chiederò 50.000 euro solo per alzarmi dal letto :D"

E lei, che è in procinto di far uscire un libro, mi risponde
"se con questa storia del libro saremo diventati famosi noi te li darò più che volentieri! "

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Ma poi ti capitano anche quelli che chiedono pareri sulle foto.
Una volta ci dedicavo del tempo ad essere diplomatica, poi vedendo come sono stata trattata io da assistente, non lo faccio più. Passo sopra stile rullo asfaltatore e spero che capiscano.
Un po' anche grazie a questo tizio che mi aveva scritto su fb chiedendomi un parere sulle sue foto.
Passo una mezza giornata ad analizzare i suoi errori, le migliorie che si potevano apportare, due cenni sulla gestione della luce, del cavallo, della modella, dello sfondo e questo mi risponde:
"Eh, ma come ti permetti, neanche le tue foto sono granché."

Allora checcazzo vuoi scusa, chiedi a qualcun altro!

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Oggi proprio oggi, stamattina, un mio amico mi scrive linkandomi una foto di un labrador seduto con un collare verde di nylon inquadrabile e mi chiede cosa ne penso come foto per un allevamento.
Fa cagare in tutto e per tutto. Ma poi, se sono un allevatore devo far vedere il cane nelle migliori condizioni possibili, che si capisca com'è fatto, il colore, il fisico. Seduto e col testone sgrandangolato. Mi ricorda un po' un camionista sudato con la canottiera sporca di sugo.
"eh ma"
"eh ma un cazzo."
"ma vallo a dire a questo labrador di stare fermo un attimo! "

Si fa. Bisogna essere rapidi ma si fa. O si cambia tipo di foto. Ma seduto grasso col panzone e con un collare inguardabile no.

Almeno un collare bello.

"è quello che chiedevo a lei, ma non la cagava neanche"

Allora si merita foto di merda.

Back to school - 10 anni dopo

11-06-2014 00:55

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ho passato 14 anni dentro a questo posto. Tornarci dopo 10 anni è stato.. mmh forte, bello, triste, desolato, divertente. Sono un'inguaribile ottimista, quindi credo che "divertente" sia la parola chiave, anche se, quando riguardo le foto, vedo una gran desolazione. E non posso mentire a me stessa.

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La resa di Bucefalo

27-05-2014 10:38

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Giovedì 29 maggio ci sarà l'inaugurazione della "Resa di Bucefalo", mostra fotografica dedicata al cavallo all'Area35 a Milano.

O meglio, al rapporto meraviglioso che si crea, quando un cavallo si "dona" all'uomo. Sì, perchè alla fine io credo che si un dono. La collaborazione ed il rapporto col cavallo non si ottiene con la forza, va guadagnata. Tanto più quando i cavalli hanno caratteri tanto diversi fra loro. C'è il timido, quello irascibile, quello curioso, quello giocherellone. Ci sono cavalli che perdonano tutto e quelli permalosi per 5 minuti o cavalli che se la legano al dito a vita.
Quelli calmi e quelli pazzi. (amo particolarmente questi ultimi)

La mostra racconta questo. Il cavallo tanto vicino all'uomo, quanto libero di essere se' stesso con tutte le sfumature del suo carattere e della natura, alla fine si "arrende", o meglio, si "dona" all'uomo per iniziare a danzare insieme.

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Il tempo

02-09-2013 19:40

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Dopo la mia Epifania mi è venuto anche il dubbio, tra tutte le altre cose, di aver sprecato del gran tempo in vita mia con cose inutili. Facile parlare a posteriori dove sai perfettamente come va a finire. Però anche prima di perderci del tempo, forse, era il caso di far due conti… e sono assolutamente certa che in qualche modo ci sarei arrivata. Poi chiaro, tutto fa brodo, tutto fa esperienza.

Però, dato che non torna indietro, come gentilmente mi ha fatto notare un'amica, forse avrei dovuto scegliere meglio.

Nonostante tutto, preferisco che scorra. L'immobilità mi terrorizza, la lentezza mi annoia. La velocità ti da meno modo di pensare e di ragionare e inizi a fare le cose col cuore. Scatti a istinto. L'adrenalina ti scorre nelle vene perché devi essere pronto a buttarti a capofitto, pronto a scattare, pronto a scappare. Pronto, insomma.

Dormire meno, fare di più. Ed essere preparati per qualsiasi cosa. :)
Inutile perdere tempo.

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Epifania.

30-08-2013 22:57

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Ho avuto un'epifania.
Uno di quegli episodi che ti fanno capire che direzione vuoi prendere nella tua vita.
Anzi, a dire il vero ne ho avute due, la prima è quella che mi ha dato la sveglia ma anche la botta di depressione, la seconda è quella che mi ha fatto ragionare su quanto fosse bello sapere cosa si vuole ottenere.
E ammiro le persone che ci sono arrivate prima e che hanno avuto il coraggio di fare un'inversione a U.

Io penso che la crisi, il fatto di far parte della "generazione 1000 euro", l'avvento della tecnologia, il valore sempre crescente della vita di un uomo (se si pensa che nel medioevo si mozzavano teste a profusione… beh abbiamo fatto passi avanti.. o indietro), e forse anche un po' la dipendenza da genitori, abbia tolto qualsiasi velleità di iniziativa.
Perché la società è una, va rispettata, bisogna integrarsi. Bisogna lavorare, farsi una famiglia.
Tutte palle.
Bisogna fare ciò che ci piace fare.
Vuoi allinearti? Va benissimo, ma che sia una tua scelta.
Ci sono sempre due personalità in una persona. Una è quella che è, e una è quella che si mostra. Non per forza devono essere diverse, o tanto distanti. Ma quante volte mi sono morsa la lingua per non dire una cosa che "non sta bene"?
Purtroppo nel mio caso sono distantissime.

Ci sono delle situazioni in cui siamo completamente liberi di essere noi stessi, di dar forma al nostro tempo, di parlare nella lingua che più ci piace, di gestirci come vogliamo. E poi ci sono delle situazioni in cui sei parte di un insieme alle cui regole ti devi attenere.

Ebbene, ho deciso di dar spazio al mio "demone" (come lo chiama qualcuno), alter ego, mianonna, chiamatelo un po' come vi pare, la sostanza non cambia, e cercare di ridurre al limite queste situazioni. Eliminarle è poco possibile, perché si sa, la vita è fatta di compromessi.
La vita è troppo corta per dedicare del tempo a cose che non ci appagano, o meglio, che non appagano il nostro demone.
Quindi d'ora in poi si lavora per cambiare registro.

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Viaggi in aereo con attrezzatura al seguito

07-08-2013 00:15

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La storia di oggi parla solo marginalmente di fotografia. Parla più che altro dei miei ultimi attimi di vita (o presunti tali). E si, con me c'era, da qualche parte, anche la macchina fotografica.

I viaggi in aereo con appresso l'attrezzatura fotografica per me sono un incubo. Non solo perché non sai mai bene come comportarti quando a sorpresa ti pesano lo zaino che anzichè stare nei limiti degli 8 kg ne pesa 16. Anzi, in quello sono diventata piuttosto brava negli anni.
Ma fondamentalmente perché quella roba.... pesa. Pesa l'iradiddio e io sono uno scricciolo e me lo porto in spalla come se fosse il mio "bambino intoccabile". E a fine giornata ho bisogno di uno scrocchino che mi rimetta dritta le ossa.

Per quanto riguarda gli aerei invece, non mi fanno né caldo né freddo. Ho fatto il primo volo a 3 mesi e da lì in avanti ne ho fatti taaaaaaanti, troppi. Fino a quando la "voglia di partire" non s'è trasformata nello "sfavo da valigia". Viaggiare in aereo è una rottura di coglioni. Delle 7 ore di viaggio solo 3 sono di volo, le restanti 4 sono di rotture di cazzo. Ad ogni modo, non ho paura di volare, non ne ho avuto neanche quella ventosa giornata in cui l'aereo è atterrato sull'altopiano di Pantelleria in virata.

Comunque ho sviluppato una serie di escamotage infallibili per salire in aereo portandomi dietro tutto lo studio. Oggi li ho sfoderati tutti e non ha funzionato.

Parto da Milano con la valigia mezza vuota e mezza piena di parmigiano reggiano. Pesata 12 kg. Sono brava. Lo zaino fotografico ne pesa 14.59. Mi vengono dei dubbi di aver sbagliato qualcosa. Destinazione Turchia, dalla mamma. Tappa intermedia per dormire dal cugino che parte con lo stesso aereo e io ho paura di non sentire la sveglia alle 3 di notte. Volo Milano - Istanbul nessun problema. Volo Istanbul - Edremit va fatto su un bilpano (nel senso che ha due ali) ad elica (nel senso che ci sono delle pale che girano, alla velocità dei miei coglioni più o meno). Sfoggio tutta la nonchalance del mondo al check-in, la valigia pesa 19 kg e non me ne capacito, lo zaino mi ha spaccato clavicola, vetrebre e scapole, ma io lo tengo su una spalla come se pesasse niente e sfoggio sorriso a 56 denti mentre sudo dentro.
Tutto liscio finché lei non mi dice "mi può dare lo zaino che gli metto l'etichetta?"
Io lo poggio per terra e le dico "mi dia pure l'etichetta" con un sorriso sempre più palesemente falso.
Mi chiede gentilmente di appoggiarlo sulla pesa (troia) e strabuzza gli occhi quando vede che pesa 15 e qualcosa (eh si, ho comprato anche un paio di riviste, l'ipad non ha batteria eterna).
E parte con un "c'è qualcosa che vuole togliere da lì? No, perché questo è da imbarcare"
E io: "tutto, grazie."
Tiro fuori il gilet della Nikon Profescionalsticazz e inizio a riempire le tasche.
La signora adesso davvero incazzata, con la sensazione di essere presa in giro e secondo me anche con un leggero bruciore al culo, mi dice "eh no, non può ASSSSSSSOLUTAMENTE fare così."
E io "E come no, son anni che viaggio così, mai un problema. O partiamo insieme, o non partiamo proprio."
A quel punto devo aver smosso qualcosa perchè s'è intenerita (o forse ha visto la coda chilometrica che si stava formando dietro di me) e ci siamo venuti incontro con la seguente soluzione: porto lo zaino fino all'aereo e lo imbarco io. Affare fatto. Che sòla, mi tocca pure portarlo in giro per l'aeroporto.

Col pensiero nella stiva decolliamo. Ho sempre pensato che gli aerei piccoli, pesando meno facessero meno fatica a volare. Crescendo ho capito che non è assolutamente vero e oggi, casomai fosse rimasto qualche dubbio, ne ho avuto la conferma.
Capisco di essere finita in una gabbia di matti quando a 5 minuti dal decollo il Capitano annuncia "E solo per voi siore e siori, alla vostra destra vedrete colorato di rosso il primo ponte sul Bosforo (in turco: Boğaziçi Köprüsü ) e colorato di blu il ponte Fatih Sultan Mehmet."
Magari sto sognando, penso...
Dopo altri 5 minuti altro annuncio "stiamo sorvolando lo stadio di Fenerbahçe, stasera giocano contro il Galatasaray. Grande Derby! Buona fortuna a entrambi!"
Ma no, questo è matto.
Nel frattempo passa un'hostess con un vassoio pieno di datteri in offerta a noi, malcapitati.
Poco dopo (eh si, è un volo piuttosto breve) Capitan Simpatico annuncia che stiamo per scendere e che "potrebbero esserci delle turbolenze". Neanche finito di pronunciare la frase l'aereo va giù di qualche decina di metri. E da lì è l'inferno. E mentre la gente ulula, il mio unico pensiero è che quella stronza al desk mi è venuta incontro con lo zaino perché sapeva che saremmo precipitati.
Altro vuoto, altro giro, altro urla. Capitan Stronzo annuncia con voce da Zelig: "Le turbolenze sono il modo in cui Edremit (il paese) vi da il benvenuto!"
Ah minchia. Aò, Capità, nnnunn è che hai sbagliato lavoro te? Dovevi annà a fa' er comico!
Mai visto un aereo sbandare, ma proprio da derapata. Alla fine, stonfa giù sbandicchiando quà e là e pesta i freni (e secondo me inverte anche il senso delle eliche, perchè la decelerazione è totale e il rumore dell'aria assordante.)
"staremo andando a sbattere" penso... si ma contro cosa? Meno male che siam nel deserto. Boh, magari degli ulivi.

Tutto bene, parcheggia e annuncia con voce fiera "Grazie per aver volato con Borajet (mai nome fu più azzeccato). Buone feste e buone vacanze a tutti. Io e tutto il mio team proviamo profonda invidia per voi."
Ah, eccerto Capitan Merdocchio, a momenti atterriamo su un'ala.

Ci credo che ci invidi, tu devi anche tornare indietro.
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!


PS: Lo zaino è salvo e non manca niente
PPS: Quella storia della vita che ti passa davanti è falsa. Insulti alla signora del check-in e pensiero che la macchina fotografica non l'avrei più rivista. Quello si.
PPPS: Il mistero della valigia di 19 kg si spiega così: Mia mamma ha ordinato parmigiano a me e a mia zia (probabilmente non si fida di me)... che ha pensato bene di mettere anche i suoi parmiggiani sottovuoto nella mia valigia. L'ho scoperto quando sono arrivata a casa.
PPPPS: Scusate la lungaggine, c'avevo proprio voglia di raccontare una minchiata del genere.

PPPPPS: è tutto vero!

Total White

15-07-2013 01:54

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è estate, periodo di cambiamenti, anche se quest'anno sono un po' in ritardo. Quindi per festeggiare, cosa...mmh vediamo... un cavallo bianco? Uno studio fotografico con un bel limbo bianco? eeeeeh, sssssegreti! cambio look al sito! Non ho ancora deciso se mi piace, ma adesso son quasi le due e non ho la testa per deciderlo. Me lo riguarderò nei prossimi giorni.

La verità è che il mio amico bastardo, tale Andrea Basile, mi ha fatto venire la fissa del bianco. C'ha messo 2 anni eh, ma chi l'ha dura la vince. Quindi eccoci qui, un bel progettino total white. Sito, cavalli, luci. Via!

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01-03-2013 19:53 | |

"Ma perchè non fai eventi?"

Oggi sono polemica. Forse perchè la mia giornata è iniziata con un tentato omicidio in circonvallazione. Daltronde è venerdì e la gente non ci sta più dentro, gli automobilisti se ne fottono e tu, povero piccolo coglione su scooter, diventi vittima di pestaggi fra macchine.
E penso "ma chi me l'ha fatto fare di uscire con sto freddo, in scooter, all'ora di punta?"
Però sono brava, mi rispondo anche. "La necessità di portare a casa la pagnotta".

Poi c'è quest'altra domanda che mi fa sorridere (per non piangere), e non ho la più pallida idea del perchè io dia una tale impressione, è "ma perchè non ti metti a fotografare gli eventi e le gare?"

IO???? E perchè mai?

Perchè girano un sacco di soldi nei cavalli, dicono.

Bene, sfatiamo questo mito, e facciamo due conti e qualche riflessione.

Ti alzi alla mattina prestissimo, arrivi nel centro ippico dove si svolgono suddette gare, nella migliore ipotesi in culo al lupo. Hai già speso minimo 60 € tra benzina e caselli e consumo (gomme, freni ecc) e sono fortunata che gare in Lombardia ce ne sono a bizzeffe, senza dover andare lontani.
Siccome hai dietro un sacco di attrezzatura, che hai comprato apposta per fare gli eventi, hai bisogno di una macchina grande (mettiamo in conto 20.000€). Grande e economica e magari che non consuma un cazzo esiste solo nelle vostre menti malate. Ci sono fotografi che usano 4 flash potenti da studio(siamo sui 4000 euro) per illuminare l'arena. Io aborro, preferisco investire quei in una macchina fotografica decente (5000 €) + un secondo corpo, sempre decente (2500€) + ALMENO un 70-200mm (2500) e un 300mm (5000€) + un monopiede dato che io quel peso non riesco a sostenerlo. E poi ci vorranno delle CF veloci e capienti (500€ l'una, per essere tranquilli ce ne vogliono almeno 4, quindi se il mio neurone funziona sono 2000€) Dopodichè ci vuole un gazebino per l'esterno, generalmente il maneggio ti mette a disposizione uno spazio dentro, se c'è posto, quindi non lo conto. Poi ci vuole una seconda persona che ti scarichi le CF e le cataloghi/venda/stampi. Una no, in realtà ce ne vanno due, che vanno pagate. Poi ci vuole un portatile, stampante, carta, inchiosto. Poi sarebbe il caso di investire in un sito dal quale si possa vendere direttamente.
A questo punto ho già perso il conto dei soldi che ho speso SOLO per aver pensato di fare eventi.

Ma soprattutto io mi rompo il cazzo agli eventi. E c'ho provato eh. Ti impegnano la giornata, vedi sempre le stesse cose e hai a che fare con della gente che ti dice che 20€ per una stampa son troppi (fatturati sono 10€ a casa mia, e io come faccio ad ammortizzare tutto quel popò di roba che ho comprato per fotografare il tuo bel cavallo che salta le case, e magari anche pagare le bollette e chessò, togliermi qualche sfizio?), che guarderanno dal sito dopo, che adesso devono preparare il cavallo, che hanno lasciato il gatto nel forno e un sacco di altre scuse improponibili. Quello che mi lascia più basita è che se sei un Fotografo con la F maiuscola, cerchi di sperimentare, fare inquadrature diverse, utilizzare uno stile che ti rappresenti. Quando fai i progetti personali, o lavori per gli allevamenti sono quelle foto che piacciono di più, perchè sono particolari, uniche.

Ma alle gare vogliono solo vedere che il cavallo salta, che stoppa, che sbracci nel medio. E ti comprano solo quelle, quelle banali. Però ti dicono che le altre sono bellissime. è che costano troppo e loro vogliono vedere le banalità.

Cos'è che volevo dire? Ah si, ecco perchè non faccio eventi!
(anche se ogni tanto...)


Hans Peter Minderhoud - Cavalli a Palazzo - Milano 2012


Valentina Truppa & Chablis - Campionati Europei - Arezzo 2012


Arabian Horse Championship - Menton 2009 credo


Les 4 écoles d'Art Equestre - Paris 2012


Lusitano di Pignon - Salon du Cheval - Paris 2012


Ana Batista - Salon du Cheval - Paris 2012


Concorso di salto ostacoli - Leon d'Oro - Truccazzano 2011


Gara di Team Penning - non mi ricordo dove, non mi ricordo, credo 2011


Il resto è tutto qui http://www.melisyalvac.com/myportfolio.php?id=2626

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15-02-2013 11:01 | |

Incidenti di percorso (riordinando l'archivio)

Lo so, lo so. è vergognoso che io non aggiorni questo diario da tempo immemore, e non ho neanche una scusa tanto valida. Adesso che sono a riposo forzato causa virus cattivissimo, mi sono persa il tempo bellino a febbraio e la nevicata milanese. Quindi riordino tristemente l'archivio, io che nel mio caos digitale mi ci trovo anche molto bene.
Ho ritrovato delle foto scartate e buttate nel dimenticatoio, che però mi riportano a episodi al limite del tragicomico. Insomma, degli incidenti di percorso che spesso capitano quando si fotografa delle bestie da 500/600 kg che ragionano col cervello di una medusa.

Maggio 2012, ero vicino a Curitiba, Brasile, a fotografare in un allevamento di cavalli da salto con due amici e una collega. Un posto da favola, con paddock interminabili collinosi, verdi, pieni di palme. Tutto organizzato molto bene, tra un paddock e l'altro ci sono delle bellissime stradine di san pietrini, larghezza trattore e poco più.

C'è un po' un tempo del cazzo, brutta luce, fa freddo ed è anche difficile fotografare i cavalli in libertà perchè i paddock sono talmente grandi e collinosi che se i cavalli non sono proprio vicini, non li vedi e non li senti. Ah, e non c'è nessuno, perchè il proprietario sta tenendo un corso ed i groom sono andati in pausa pranzo. E io in effetti, ho finito, quindi me ne vado a pranzo anch'io.

Mentre sto tornando alla macchina, sulla famosa stradina dei san pietrini, a sinistra ho il paddock con 4 puledri interi di due anni e a destra il paddock di alcune fattrici con i puledri non svezzati. Sto camminando, con la macchina fotografica a ciondoloni, fattrici e puledri mi seguono costeggiando il recinto. A un certo punto vedo sulla collina il capobranco dei puledri interi, un sauro grosso, che si lancia giù (verso di me) a manetta e salta il suo recinto, stradina di san pietrini e recinto delle fattrici tutte insieme. Un mega oxer, ha fatto un salto INCREDIBILE!

E il resto è storia. Cercava di montarsi le fattrici e veniva menato come se non ci fosse un domani. E io sono lì da sola. Cosa faccio, fotografo o chiamo qualcuno prima che si facciano male?

Chiamo qualcuno. E mentre in 5 rincorrono il puledro cercando di prenderlo, io scatto.




E poi si dice che i cavalli non fanno il passo spagnolo in libertà :D

tags: cavallo da salto, sauro, passo spagnolo, accoppiamento, brasile, brazil, jumping horse, sport horse, sorrel, spanish walk,

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30-07-2012 17:22 | |

Aiuto, siamo sommersi da immagini!

Lancio questo appello, perchè non se ne può più di questo "overflow" di fotografie. Io ogni giorno apro Facebook e vedo un centinaio di immagini, condivise, postate, postprodotte, desaturate, mi viene il vomito. Gente che si spaccia per fotografo di professione e poi sul sito mette 243 (si, 243) immagini nel portfolio, tutte simili, sbagliate, brutte. Ma a che pro? Io alla 10 mi sono già rotta le palle di guardare e chiudo.

L'editoria, che dovrebbe proporre prodotti di un certo livello, sta morendo. Per forza, siamo arrivati a mettere in copertina foto scattate con l'iPhone "perchè la fotografia è un'arte che viene da dentro e non importa che attrezzatura hai", dentro è pieno di immagini dozzinali, banali, spesso fatte con la compatta. C'è stato un passaggio da "compro le foto dalla Magnum" (http://www.magnumphotos.com/) al "mio cugggggino c'ha la reflex e mi consegna 300 foto in cambio di un panino".

E non lo dico perchè ho paura della concorrenza, a me la concorrenza piace, mi da stimoli, è un'occasione di crescere. E poi, il mondo è grande, c'è posto per tutti.
è che non sopporto il brutto, ed essere sommersa tutti i giorni da migliaia di foto senza senso è brutto.
Pensateci, imparate a scegliere e a essere un pò autocritici. Mi rivolgo a tutti, professionisti (o presunti tali), amatori, appassionati. Imparate a scegliere, less is more, add lightness. Mi rivolgo anche a me stessa.



Infatti, ho iniziato una personale involuzione e mi sono comprata una Mamiya RZ67 - naturalmente analogica. E 2 bei rullino da 12 pose. E facciamoceli bastare per il mese.

PS: Scusate lo sfogo, spero nessuno se la prenda sul personale.

tags: Mamiya RZ67, Melis Yalvac, sommersi, immagini, less is more,

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11-07-2012 21:48 | |

UNTITELED

...è pur sempre un titolo.

Mi faceva un po' tristezza vedere il diario così vuoto, quindi ricomincio da qui.

Dunque... ho uno schermo enorme, fantasia e tante cose da dire, i Pearl Jam in sottofondo ma una tastiera americana degli anni '80 affogata nel cubalibre che sicuramente non collabora. è un po' masochista, le piace farsi picchiare e insultare dalla sottoscritta in preda a un esaurimento nervoso. Finirà nel cassonetto alla prima occasione, perchè davvero, non la sopporto più.



Ripartiamo da capo. Cioè, partiamo dal presupposto che io non sappia nulla di fotografia - è emerso dai miei recenti esperimenti nell'assurda intenzione di creare un miracolo fotografico. Una scena complicatissima. Bel concept -dovecazzoèlavirgola- per carità. Ma forse devo abbassare il tiro, quindi abbasso le orecchie, riparto da capo e mi metto a studiare. Si prospettano nottate di still life. Devo capire come gestire più fonti di luce.
DEVODEVODEVO.
Perchè son proprio una chiavica.

tags: melis, yalvac, cavalli, fotografia, mac, tastiera,

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